Cicogna bianca a Titignano

La storia delle cicogne in immagini

Scarica le foto delle diverse fasi della nidificazione del 2009 a cura di Maurizio Forti e Enrico Zarra - parte 1 - parte 2











 

IL RITORNO DELLA CICOGNA BIANCA
Nidificazione nel Comune di Cascina (PI)
Introduzione
Dopo secoli di assenza la Cicogna bianca, grazie a progetti di allevamento e reintroduzione in natura intrapresi da Enti e associazioni ambientaliste, ha iniziato a nidificare in diverse regioni italiane, fra cui la Toscana.
Il ritorno della cicogna è favorito anche dall’adozione di misure di tutela (è una specie “particolarmente protetta”) e da interventi di miglioramento ambientale che in molte aree hanno determinato nuove condizioni favorevoli all’insediamento della specie.
Nella primavera 2007 una coppia di cicogne provenienti dal Centro Carapax di Massa Marittima ha costruito il nido su un traliccio ENEL nel Comune di Cascina (PI): la nidificazione ha avuto successo ed è stato portato a termine l’allevamento di due giovani; la nidificazione si sta ripetendo anche nella primavera 2008.
La Cicogna bianca
La Cicogna bianca (Ciconia ciconia) è una specie migratrice a distribuzione eurocentroasiatico-mediterranea; nidifica alle medie latitudini in Europa, Asia Minore e Nord Africa e sverna prevalentemente in Africa, a sud del Sahara.
Le principali rotte migratorie passano per Gibilterra ed il Bosforo, ma anche l'Italia è interessata da un crescente passaggio primaverile ed autunnale, dovuto probabilmente all'aumento delle popolazioni dei paesi confinanti, come la Svizzera e la Francia.
Durante le migrazioni la specie è gregaria e forma grandi stormi, ma nella fase riproduttiva ha un comportamento territoriale; coppie solitarie, o localmente raggruppate, costruiscono i nidi su alberi, edifici, tralicci e  strutture artificiali.
Per l'alimentazione frequenta spazi aperti, generalmente di pianura: ambienti agricoli tradizionali o estensivi (ancora intervallati da incolti, siepi alberate e canali irrigui), oppure aree umide naturali o artificiali.
La Cicogna bianca in Italia
La Cicogna bianca (Ciconia ciconia) si riproduceva in epoca romana in tutto il Paese, ma già nel XV secolo era confinata come nidificante alla Pianura Padana e forse già dal XVI secolo completamente estinta in Italia.
La scomparsa in tempi storici è da attribuire in un primo momento ai massicci prelievi di pulli a scopo alimentare (soprattutto nel Rinascimento) e successivamente alle diffuse alterazioni ambientali che hanno profondamente modificato le aree di alimentazione; nella seconda metà del XX secolo, il mancato insediamento di alcune coppie di Cicogna bianca è dovuto all'abbattimento illegale di soggetti in periodo riproduttivo, nonostante che la specie sia protetta in Italia già dal 1937.
Attualmente, numerose perdite sono dovute al moltiplicarsi delle linee elettriche, e la folgorazione costituisce, in Italia come nel resto d'Europa, una delle più importanti cause di decesso.
Considerando che in questa situazione un recupero spontaneo della popolazione nidificante italiana appariva poco probabile, nel 1985 la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) intraprendeva una campagna di sensibilizzazione ed un primo progetto di reintroduzione: a Racconigi veniva creato un centro di allevamento di cicogne bianche, partendo da un nucleo di individui forniti dal Centro svizzero gestito da M. Bloesch in collaborazione con la Stazione Ornitologica Svizzera di Sempach.
Altri centri specializzati venivano realizzati negli anni successivi anche in altre regioni italiane, fra cui la Toscana (Centro Carapax di Massa Marittima), contribuendo sia all'opera di sensibilizzazione nei confronti della salvaguardia della specie, sia al rilascio in natura di nuovi stock di potenziali riproduttori.
Dopo vent'anni di impegno per la conservazione della specie, nella stagione riproduttiva 2005 ben 160 coppie di Cicogna bianca nidificavano in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna; gran parte dei nidi era legato, direttamente o indirettamente, a programmi di rilascio, ma le coppie dell'Italia meridionale sembravano avere origini completamente selvatiche, testimoniando anche le capacità di recupero naturale della popolazione.
La Cicogna bianca in Toscana
La prima nidificazione allo stato libero in Toscana risale proprio al 2005, quando una coppia mista costituita da una femmina proveniente dal Centro Carapax di Massa Marittima e da un maschio probabilmente selvatico si insediava su un traliccio ENEL ai margini del Padule di Fucecchio (FI-PT), riproducendosi con successo anche nei tre anni successivi.
Dopo tre anni, nel 2008 le coppie nidificanti sono diventate quattro: due a Fucecchio (FI) e Monsummano Terme (PT), ambedue ai margini del Padule di Fucecchio; una a Cascina (PI) ed una nell'Oasi WWF di Bolgheri (LI).
Il nido di Titignano
All'inizio di maggio 2007 viene segnalata una coppia di cicogne che sta costruendo il nido su un traliccio ENEL nel Comune di Cascina, in località Titignano, nei pressi di una serie di capannoni della zona industriale; si tratta di una linea della media tensione (15.000 volts) che passa sotto una linea dell'alta tensione.
Il maschio è contrassegnato con un anello in PVC blu con scritta bianca IBCZ posizionato alla tibia della zampa sinistra, e risulta inanellato nel 2006 presso il Centro Carapax di Massa Marittima, dove è nato probabilmente nel 2003; la femmina ha solo un anello metallico, senza sigle o numeri, alla tibia della zampa destra, per cui non è possibile conoscerne l'origine anche se si può ipotizzare che provenga anch'esso dallo stesso centro di allevamento.
All'inizio di giugno nascono due pulcini, che crescono velocemente, alimentati da entrambi i genitori; alla fine di luglio, a circa 8 settimane di età, i giovani iniziano le prime prove di volo e a metà agosto, dopo circa 11 settimane dalla nascita, lasciano per la prima volta il nido scendendo nei campi circostanti.
I giovani verranno visti per l'ultima volta nei dintorni del sito di nidificazione il 26 agosto, data oltre la quale non ci sono ulteriori segnalazioni.
La seconda stagione riproduttiva
La coppia di cicogne non migra e passa l'inverno nelle vicinanze del nido, che viene utilizzato soprattutto nelle ore notturne: il comportamento degli esemplari provenienti dai centri di allevamento è infatti molto diverso da quello dei soggetti adulti selvatici, che ogni anno si spostano verso i quartieri di svernamento africani sub-sahariani.
Alla fine dell'inverno 2008 ENEL effettua un intervento di messa in sicurezza del traliccio di Titignano; copertura con una guaina di protezione del conduttore e rivestimento delle parti metalliche che sostengono gli isolatori, al fine di diminuire le possibilità di folgorazione.
Come ulteriore misura precauzionale, il nido viene allontanato dai cavi, con una tecnica già adottata con successo anche a Fucecchio: sul traliccio viene montata una piattaforma artificiale rialzata di circa 1,5 metri, riposizionandovi sopra il vecchio nido.
Nel mese di aprile vengono deposte le uova, che si schiudono all'inizio di maggio: vengono allevati tre pulcini, che dovrebbero rimanere nel nido fino a metà agosto.
L'ambiente delle cicogne
Il ritorno delle cicogne in Toscana è dovuto indubbiamente, in primo luogo, al lavoro del Centro Carapax di Massa Marittima, che negli ultimi anni ha realizzato un progetto di allevamento e liberazione in natura di esemplari con un ridotto istinto migratorio; in tutti i tentativi di nidificazione che si sono verificati dal 2005 ad oggi almeno uno dei due partner proveniva dal Centro.
La nidificazione nella Piana pisana testimonia però anche la ricchezza ambientale di un territorio che finora non ha ricevuto la necessaria attenzione da parte del mondo scientifico ed istituzionale.
Il paesaggio della piana cascinese è formato da un mosaico di ambienti rurali (zone a coltivazione estensiva, pascoli, incolti) e piccole zone umide: canali, chiari venatori e cave esaurite ed allagate, che nel loro complesso ammontano a qualche centinaio di ettari ed ospitano piante palustri anche rare.
In particolare, le zone umide che sono state create negli ultimi decenni dalle attività estrattive stanno andando incontro ad un rapido processo di rinaturalizzazione, costituendo habitat importanti per l’avifauna acquatica: basti ricordare le cave di Titignano, dove ha nidificato per diversi anni il Cavaliere d’Italia.
Sarebbe opportuno promuovere la tutela di questi ambienti tramite l’istituzione di specifiche aree protette (ANPIL o Riserve Naturali) e la realizzazione di interventi di manutenzione e ripristino ambientale finalizzati alla creazione ex novo o alla rinaturalizzazione delle aree umide esistenti.
Nell'ambito delle strategie di conservazione degli ambienti di alimentazione della Cicogna bianca, si dovrà puntare anche alla conservazione e alla riqualificazione degli ambienti agricoli tradizionali, dei pascoli e delle aree incolte, utilizzando gli strumenti normativi legati al recepimento dei regolamenti comunitari.
Ringraziamenti
L'attività di monitoraggio della nidificazione, effettuata da
Si ringrazia il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, l'ENEL ed in particolare il responsabile del settore Comunicazione Toscana Dr. Luciano Martelli ed i tecnici locali che hanno effettuato l'intervento di messa in sicurezza del nido ed inoltre le associazioni ambientaliste (Legambiente, LIPU e WWF) e tutti gli appassionati che collaborano al controllo della nidificazione.
Informazioni
Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Centro R.D.P. del Padule di Fucecchio: tel. 0573/84540 email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Relazione Nidificazione 2007

 

 

 

 

 

 

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